Un piovoso risveglio

“Non è una brutta giornata, c’è brutto tempo”

Sono poche e bellissime le parole pronunciate dalla “piccolina di casa, quella sempre sorridente”, citate nella Piccola Magia Quotidiana che Katia ha condiviso con noi qualche settimana fa e per la quale la ringraziamo.

In una piovosa mattina d’inverno frenetica come tante, Katia racconta che la sua famiglia si trovava insieme a fare colazione, quando ad un certo punto il “figlio grande”, mangiucchiando dei biscotti, ha affermato: “che brutta giornata!”. “Fuori piove ma non è una brutta giornata, c’è brutto tempo!” subito ha commentato la sorellina, dando a Katia la possibilità di cambiare il proprio “sguardo sulla giornata.

Questo affresco di vita quotidiana e di grande saggezza di una “piccola maga” ci aiuta a riflettere sull’importanza di cambiare il proprio sguardo sulle cose.

A volte viviamo situazioni o relazioni che ci mettono a disagio e che non riusciamo a farci piacere: più è forte il nostro disagio, maggiore è l’attribuzione negativa che diamo loro, creando un circuito che si autoalimenta e dal quale diventa difficile uscire. Abbiamo bisogno in questi momenti di “un aiuto” che ci consenta di vedere oltre e trovare, da questo diverso punto di osservazione, un aspetto positivo.

I miei alunni sono chiassosi e non stanno attenti”. Un’insegnante un giorno me lo disse in una sessione di coaching e mi chiese di aiutarla ad essere più autorevole. “Proprio mai? Oppure qualche volta stanno attenti?”, le chiesi. Ci pensò e poi convenne che, in effetti, a volte la seguivano. “Cosa fai quelle volte che scatta la magia e ti seguono? Quali sono le condizioni che se replicate possono aiutarti?”. L’insegnante cominciò a stendere una lista di “tutte le volte che…

Nel coaching questa domanda viene chiamata “dell’eccezione” ed è uno strumento molto utile per aiutare i clienti a cambiare il punto di vista sul quale si sono arroccarti rispetto ad un determinato evento/esperienza/comportamento. Pensare “i miei alunni a volte mi seguono con attenzione”, invece che “i miei alunni non stanno attenti”, permette di accorgersi che la situazione negativa non è necessariamente costante e di concentrare, così, la propria riflessione sulle caratteristiche delle situazioni che funzionano e che possono quindi essere riprodotte.

Le parole sono importanti e, se caricate di significati assoluti o negativi, possono condizionare i nostri pensieri ed i nostri comportamenti. Quando una situazione “ci fa stare male”, guardarla da altre prospettive cercando di utilizzare un linguaggio che esprima apertura, può aiutare a “metterci dall’altra parte”. Questo cambio di sguardi può permetterci di scoprire il valore e le sfaccettature positive di una situazione che prima percepivamo come esclusivamente negativa. Dare una nuova e migliore cornice alle cose (reframing) è anche una questione di atteggiamento, linguaggio positivo e domande che possiamo porci sulle eccezioni che non confermano la regola.

Le persone che abbiamo vicino e che ci vogliono bene, ci sostengono, ci confortano nelle scelte e a volte ci illuminano con degli spunti “magici”. Decidere tocca a noi: è nostra la responsabilità di “cambiare la visione delle cose” e colorare una mattinata uggiosa.

Anche a te è capitato di colorare una mattinata uggiosa? Quali altre occasioni ti hanno permesso di scoprire delle PMQ?

Raccontaci la tua esperienza, scrivila a info@cm-consulenza.com, ci faremo carico di trasformarla in una PMQ, affinché la tua storia, che proteggeremo garantendoti la massima riservatezza e tutela della privacy, possa diventare uno strumento utile per tutti.

Grazie del tuo contributo!

Potrai ritrovare per intero la PMQ di Katia nel commento al seguente link https://www.cm-consulenza.com/blog/2020/04/06/che-cose-una-piccola-magia-quotidiana/

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