Istantanee vicinanze

“Ma quanti messaggi ho ricevuto oggi?”

In queste ore nella mia cerchia di contatti si sono intensificati i messaggi legati al festival di Sanremo: tra presenze ed ospitate che dividono consensi e stroncature, outfit tra il coraggioso e l’eccessivo di alcuni tra i protagonisti e gradimenti a questa o quella canzone (o forse a nessuna). È stato divertente sostituire con la leggerezza di qualche istante, un clima che non è mai in questo periodo del tutto sereno. A seguito di uno di questi messaggi scambiati con il gruppo dei miei cari amici di lunga data, si è generato un filo della discussione che, non saprei come, ci ha portato dal luogo di abitazione di uno dei cantanti (nel quartiere di Milano dove siamo nati e vissuti per tanti anni) alla rievocazione di luoghi e persone dei tempi che furono.

È stato bello. Forse un po’ dispendioso in termini di tempo (una mezz’ora buona, ma era domenica), ma bello!

In generale, sono davvero tanti i messaggi che, come penso valga per tutti, ricevo ogni giorno. Ne ricevo dal gruppo della famiglia, da quello degli amici di sempre, da quello del lavoro, da quello di eventi speciali (in cui magari mi hanno inserito a mia insaputa) e poi da contatti personali e professionali, che oltre al telefono e alla mail estendono alle applicazioni di “instant messaging” il compito di comunicare tutto e attendere risposte subito.

Beneficiare dei vantaggi della velocità e della facilità di diffusione delle informazioni senza essere travolti dagli strumenti che le veicolano è, come sappiamo, un tema non nuovo a cui si cerca tutt’ora di dare la risposta migliore possibile.

Personalmente trovo utile stabilire per ciascuno dei messaggi che ricevo il criterio di piacevolezza e di utilità: se non rispondono a questo, non li considero e non li incoraggio.

Quello che però mi affascina e rende questi strumenti ai miei occhi molto potenti è la capacità, se ben gestiti, di generare sorrisi, buon umore e vicinanza.

Un anno di distanziamenti, limitazioni, preoccupazioni ed incognite, ha messo a dura prova la capacità di ciascuno di noi di sentirsi positivi, motivati e “presenti in scena” in ogni momento della giornata con tutti e nelle diverse attività personali e professionali. Scambiare messaggi di testo, immagini o video divertenti ha avuto e ha ancora su di me la capacità di alleggerire il peso della giornata, di farmi sentire un po’ più vicino a familiari e amici, nonché la potenzialità di generare l’aspettativa di questi quotidiani momenti di alleggerimento.

Perché non rendere questo “magico potere” una prassi consolidata e quotidiana anche nei nostri team di lavoro e nelle relazioni professionali?

Chi ha la bontà di leggermi, conosce la mia convinzione che un “caffè ben speso” è un potenziale generatore di leggerezza e di efficacia nelle relazioni. La distanza “forzosa” a cui questo difficile momento ci ha costretto rende molto più complesso il mantenimento di livelli ottimali di appartenenza al gruppo di lavoro, coesione e identificazione di ciascuno negli obiettivi e nei processi dell’azienda. Introdurre un momento “leggero”, magari ad inizio giornata o nei momenti di maggiore pressione che i carichi di lavoro generano, può aiutare a ricaricare le forze e a creare quel senso di condivisione e supporto di cui spesso abbiamo bisogno per lavorare al meglio. Questa buona prassi può e, a mio giudizio dovrebbe, essere considerata un vero strumento organizzativo, dunque sistematico, diffuso e sostenuto da tutti. 

Non solo chi ha la responsabilità di coordinamento di un team può trovare funzionale questo tipo di condivisione, ma anche tra colleghi (singolarmente nella relazione uno a uno o come gruppo) si può istituire questo momento di di(n)stant coffee break fatto di stacco e “decompressione”, magari indirizzando le proprie attenzioni anche verso il proprio team leader (ebbene si, anche i capi hanno bisogno di un caffè e di un sorriso… a volte!)

Sono consapevole che questo già accade in molti gruppi di lavoro, ma, citando uno spot televisivo, “facciamolo più spesso”! Questo è l’incoraggiamento che personalmente cerco di darmi e che mi sento di condividere con tutti.

Questi momenti, diffusi e rituali, queste Piccole Magie Quotidiane fatte di sorrisi e leggerezza, possono contribuire a creare un clima positivo e una piacevole sensazione di appartenenza ad un gruppo distanziato, ma così, forse, un po’ più vicino.

E tu, quante PMQ hai trovato nella frequentazione quotidiana con le applicazioni di “instant messaging”? Momenti che ti hanno permesso di scoprire in loro delle Piccole Magie Quotidiane e che ti hanno aiutato a dare uno sprint in più alla tua giornata? 

Raccontaci la tua esperienza, scrivila a info@cm-consulenza.com, ci faremo carico di trasformarla in una PMQ, affinché la tua storia, che proteggeremo garantendoti la massima riservatezza e tutela della privacy, possa diventare uno strumento utile per tutti. 

Confidiamo nel tuo contributo!

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