Quante cose potrebbero succedere oggi?

Esplorando con curiosità le nostre aspettative

Tra qualche giorno una delle persone a me più care, la bimba conosciuta tantissimi anni fa tra i banchi di scuola ambendo alle sue buonissime caramelle del mercoledì e che tra mille vicissitudini ha camminato al mio fianco per la stragrande maggioranza delle nostre vite, compirà 40 anni. Un’occasione speciale che il marito ha voluto celebrare organizzandole una ben riuscita festa a sorpresa.

La commozione e la gioia che esprimevano i suoi occhi quando, arrivando al luogo dell’incontro, inaspettatamente ha trovato un piccolo gruppetto di persone lì per lei che l’attendeva festosamente, hanno generato un turbinio di emozioni che scalda il cuore. 

A festa conclusa, dopo tutta quella bellezza percepita, mi sono trovata a riflettere e mi ronzavano nella testa alcune domande: che relazione c’è tra quella gioiosa sorpresa e le aspettative? Come possono le nostre aspettative influire sulla nostra vita e sul modo in cui agiamo?

La psicologia sociale ci insegna che le aspettative sono previsioni soggettive che si generano in ognuno di noi e possono riguardare eventi, contesti e comportamenti propri e di altri. Sono costrutti culturali e sociali che influenzano il modo con cui ognuno di noi attribuisce significato a ciò che “gli accade” attorno e di conseguenza prende decisioni rispetto a quali comportamenti agire. Il processo di previsione può avere risvolti funzionali o disfunzionali.

Sono previsioni soggettive che nascono da costrutti culturali e sociali. Ciò significa che possono variare seconda del contesto culturale e delle reti sociali di appartenenza, ma anche che sono fortemente influenzate dallo sguardo soggettivo con cui ognuno di noi si approccia al mondo, dalle nostre premesse, idee e credenze. Persone diverse possono avere aspettative molto diverse tra loro. In situazioni simili una persona potrebbe immaginare scenari molto differenti.

Influenzano l’attribuzione di significato e le scelte. Nascono da premesse, idee e credenze, ma allo stesso modo e reciprocamente contribuiscono a generarle, in un circolo che si autoalimenta e si consolida nel tempo. Un’aspettativa disattesa potrebbe generare incertezza, frustrazione, delusione o sorpresa (come nel caso della mia cara amica) e quella percezione potrebbe influenzare il modo con cui si genereranno le future aspettative.

Possono riguardare eventi, contesti e comportamenti. Ci creiamo aspettative su qualsiasi cosa: ciò che potrebbe succedere e come, cosa faremmo o non faremmo in una determinata situazione, cosa potrebbero fare gli altri o come dovrebbero essere, che conseguenze potrebbe avere una determinata situazione. Gli scenari che ci immaginiamo, inoltre, possono avere sfaccettature che consideriamo positive o negative, a seconda della predisposizione e dei percepiti individuali.

Possono avere conseguenze funzionali o disfunzionali. Il processo che contribuisce a generare aspettative di per sé può avere dei risvolti funzionali: ci aiuta a leggere rapidamente la situazione, di cui cogliamo alcuni dettagli che attirano la nostra attenzione e che ricollochiamo all’interno di schemi di significato che provengono dalle nostre idee, esperienze passate e dai nostri sguardi sul mondo, e a formulare ipotesi di azione che possono condurci a raggiungere i nostri obiettivi a breve o lungo termine. Nasce come processo volto a favorire l’adattamento, a predisporci all’azione e a farlo in modo progettuale, ma può avere risvolti disfunzionali quando si irrigidisce su modi unici, inequivocabili e indubitabili di pensare le situazioni e immaginarsi in esse. In questo caso le aspettative possono vincolarci, diventare portatrici di malessere, emozioni negative, conflitti e comportamenti non adeguati. 

Non dimentichiamoci, poi, di quanta influenza possono avere le aspettative che ci immaginiamo che gli altri abbiano su di noi! 

Come fare, allora, ad evitare che le nostre aspettative diventino disfunzionali?

Concediamoci il lusso di giocare con le nostre aspettative con curiosità, svincoliamoci ponendoci domande invece che darci subito delle risposte, aprendoci in maniera creativa alle molteplici sfaccettature di ciò che potrebbe succedere, ricordandoci sempre che:

  1. Le aspettative non corrispondono necessariamente a ciò che accadrà;
  2. Essendo costrutti culturali, sociali e soprattutto soggettivi, potremmo immaginarcene un’infinità;
  3. Essendo potenzialmente infinite, statisticamente è molto più facile che una situazione prenda delle pieghe che non ci aspettavamo, piuttosto che si verifichi in quell’unico modo che siamo stati portati ad immaginarci;
  4. Talvolta le aspettative disattese possono essere più piacevoli di come ce le eravamo immaginate: una domenica qualunque può trasformarsi sorprendentemente in una meravigliosa festa!

Se hai voglia di raccontarci la tua esperienza, scrivila nei commenti oppure a info@cm-consulenza.com, ci faremo carico di trasformarla in un futuro articolo o in una PMQ, affinché la tua storia, che proteggeremo garantendoti la massima riservatezza e tutela della privacy, possa diventare uno strumento utile per tutti.

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A presto!

E tanti auguri a te, ma précieuse amie!

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